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Le posizioni di Yoga e i miei primi quarant'anni di esperienza

Tempo di lettura: 4 minuti

 Le posizioni di Yoga e i miei primi quarant’anni di esperienza

Quante volte hai pensato di non poter fare Yoga perché non sei abbastanza flessibile?

 

C’è una frase che i fa sempre sorridere che dice: “Flessibile dove? Di testa o di fisico?”

 

Io sono sempre molto severa quando si tratta di cos’ è lo Yoga e divento molto seria quando mi dicono che lo Yoga sono solo le posizioni. Mi scuso in anticipo se anche in questo articolo lo posso sembrare. Spesso succede che l’insegnante di Yoga è quello che sa fare la spaccata e rimanere in equilibrio su un dito, che non si arrabbia mai e se i tuoi alunni  sentono che starnutisci cambiano insegnate poiché si aspettano che tu sia Highlander. Yoga vuol dire Unione, e le pose ci servono per stare bene fisicamente e a sgretolare la rigidità e non flessibilità mentale che abbiamo. Questo vuol dire che tutti possono fare Yoga, o meglio, dovrebbero fare yoga.

 

Un corpo sano

 

 

La nostra quotidianità è fatta di priorità. Ricerchiamo la serenità e vogliamo essere felici, ma se abbiamo dolori cronici, siamo malati, abbiamo subito un lutto o non abbiamo i soldi per arrivare a fine mese, le priorità cambiano. A quel punto la felicità sarà il superamento di quelle sofferenze sopra elencate o una qualsiasi sofferenza personale che hai.  Le posizioni di Yoga ci aiutano a trovare benessere fisico così da poterci concentrare su quello mentale, che è quello più importante. Non puoi sederti a meditare per ore o essere sereno se hai sempre mal di testa o mal di schiena. Quindi il primo ‘ostacolo’ da superare è proprio quello. Creare spazio, flessibilità e relax a livello fisico ci porta a stare in equilibrio e calmi anche mentalmente, o comunque ci da un terreno fertile per lavorarci.

 

Le posizioni al giorno d’oggi sono sopravalutate?

 

 

Secondo me si. Mi dispiace ma questo è quello che penso. Forse la salvezza per come ho approcciato io lo Yoga è stato perché quando vent’anni fa ho iniziato a fare Yoga non esisteva Instagram, e non si vedevano tutte quelle foto meravigliose di ragazze e ragazzi bellissimi che fanno pose che nemmeno lontanamente nella mia testa riuscirei a fare. Io stessa guardo quelle posizioni con ammirazione ma non è ciò a cui aspiro nello Yoga. Io vedevo solo il mio insegnante a cui mi ispiravo tutti giorni. Tu potrai dire: “questa è la tua prospettiva”, e hai ragione. Vent’anni fa lo Yoga girava tutto intorno alla crescita interiore, all’espandere la flessibilità mentale, la condivisione e la non violenza. Oggi, quando vado a una classe di Yoga penso sempre che sono felice che ne esco sana. Ovviamente non è sempre così ma spesso in classi più veloci lo è.

 

Onora la posa dall’inizio alla fine

 

 

Lo sapevi che il novanta per cento degli infortuni di Yoga li facciamo perché entriamo e usciamo dalle pose con poca attenzione, come se non fosse una parte della posizione stessa? Quando faccio lezione da sola o insegno, una delle cose a cui faccio portare l’attenzione è proprio quando entri ed esci dalla posa. Quando entri nella posa, prova a farlo con gli occhi chiusi. Quando hai gli occhi chiusi non hai aspettative di dove devi arrivare. Di solito con gli occhi aperti arrivi solo dove sei arrivato ieri, con gli occhi chiusi puoi andare oltre. In più quando hai gli occhi chiusi l’attenzione è rivolta verso l’interno e riesci ad ascoltare dove il tuo corpo vuole andare e non la tua mente (che è quando rischiamo di farci male). Quando esci dalla posa anche qui  fallo a occhi chiusi perché così puoi ascoltare e goderti ogni istante, ogni piccolo cambiamento del corpo che si muove. Rimani in ascolto qualche respiro dopo che ne sei uscito, sentirai così la potenza enorme che ti darà questo piccolo esercizio di ascolto.

 

Cosa fare nella posa?

 

 

All’inizio pensavo che o facevo Yoga o facevo meditazione, ma che queste due attività insieme non potessero esistere. Poi è arrivato lo Yin Yoga. Lo Yin Yoga mi ha insegnato a meditare nelle pose. Ormai sono anni che insegno Yin Yoga e formazioni per diventare insegnanti di Yin Yoga. Per me è stato il mio più grande strumento per rallentare e portare l’attenzione verso l’interno e allo stesso tempo ha cambiato completamente l’approccio alla mia vita. Ma questo non lo dico solo io ma tutte le persone che fanno le mie formazioni. Una volta che approcci lo Yin Yoga questo ti cambierà il modo in cui fai Ashtanga, con cui parli con tuo marito e come gestisci la tua giornata. Mi ricordo ancora quando ho smesso di insegnare in un centro di Yoga a Roma e una delle mie allieve alla mia ultima classe di Yin Yoga disse: “ sappi che ora che non farò più Yin Yoga probabilmente divorzierò, perché lo Yin Yoga è l’unica cosa che riesce a farmi stare calma in casa.”

 

Le posizioni sono importantissime ma devono essere fatte con un atteggiamento e intenzione diversa dalla foto su Instagram o bruciare calorie per mangiare di più la sera. Ci deve essere ascolto e consapevolezza altrimenti rimarrà una semplice ginnastica.

 

Birgit

 

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