Un’introduzione allo Yoga

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APRIL, 2015

Introduzione

Chi non ha mai praticato yoga spesso pensa che esso sia fatto di persone vestite di bianco, con dei turbanti in testa che ripetono strane parole in una lingua sconosciuta, non mangiano, fanno ore di noiosa meditazione e sembrano far parte di una setta. Per fortuna oggi lo yoga è diventato più accessibile, lo troviamo nelle palestre, nelle scuole, nei festival dedicati ed è diventato un marchio registrato su cui sta crescendo una vera e propria industria mondiale.

1. Cos’è lo yoga?

Lo yoga è una disciplina millenaria che equilibra corpo, mente e spirito. Quando pensiamo alla parola “yoga”, ci vengono in mente persone in posizioni strane che si allungano, stanno in equilibrio e meditano? Pensiamo a gente che canta e recita preghiere? Oppure a persone che fissano la fiamma di una candela?
È solo una piccolissima parte di quello che realmente lo yoga è, ovvero un’educazione della mente e del corpo a una vita equilibrata. Anticamente, questa disciplina era riservata ai saggi e ai mistici dell’India che la usavano per arrivare alla beatitudine o all’illuminazione. Lo yoga è suddiviso in 4 rami: Raja Yoga, Bhakti Yoga, Jnana Yoga, Karma yoga.

Bakthi yoga è lo yoga della devozione. Coloro che seguono questo percorso usano la preghiera e la devozione verso una figura che può essere Dio, l’Universo o l’amore, per realizzare il sé (illuminazione).

Jnana yoga è lo yoga della conoscenza e della saggezza, utilizzando lo studio dei testi sacri e antichi per raggiungere la realizzazione del sé (illuminazione).

Karma yoga è lo yoga dell’azione disinteressata. I praticanti si prestano ad atti di benevolenza e di carità come mezzo per raggiungere la realizzazione del sé (illuminazione).

Raja yoga è la pratica del controllo fisico e mentale, usando le pose, le tecniche di respirazione, di concentrazione e di meditazione per raggiungere la realizzazione del sé (illuminazione).
Il Raja yoga si divide in 8 stadi, o passi. Patanjali (filosofo indiano del II secolo a. C. a cui è stata attribuita una delle opere più importanti dello yoga, lo Yoga Sutra) li indicò come fondamentali per raggiungere l’unione totale tra corpo, mente e divino:

1. Yamas. Cinque discipline che servono a purificare il corpo e la mente: non violenza, non rubare, sincerità, non essere avari, non mettere la sessualità al centro dell’esistenza.

2. Niyamas. Cinque linee guida personali: pulizia del proprio corpo, sentirsi appagati, disciplina, conoscere se stessi, attenzione verso la sacralità della vita.

3. Asanas. Sono le pose praticate nello yoga, disegnate per perfezionare il controllo del corpo; hanno anche il vantaggio di facilitare la meditazione.

4. Pranayama. Esercizi di respirazione. Servono per rilassare il sistema nervoso e aumentare la chiarezza mentale. L’emotività influisce sul ritmo del respiro e lo trasforma in rapido, poco profondo o incontrollato. Il controllo del respiro permette il controllo della mente. Lo yogi apprende la tecnica del pranayama per dominare il respiro, in modo da controllare i sensi e predisporsi alla meditazione.

5. Pratyahara. Annullare le distrazioni dei nostri cinque sensi.

6. Dharana. Portare l’attenzione su un singolo punto, concentrazione.

7. Dhyana. Meditazione. Processo con il quale si rallenta la mente per liberarla da pregiudizi e aspettative. Il risultato è una visione più chiara di noi stessi, della nostra vita e del mondo.

8. Samadhi. L’ultimo traguardo da raggiungere per lo yogi. Rappresenta lo stato massimo di benessere e beatitudine.

Come avrete notato, gli asanas, o posizioni yoga, sono solo una piccola parte del suo grande universo. Lo yoga fornisce delle tecniche pratiche per vivere una vita sana e completa: seguire una dieta equilibrata, respirare profondamente e in modo corretto, allungare e rafforzare il nostro corpo.

Dona anche un codice etico da seguire giorno per giorno, dei modi per trovare pace interiore ed equilibrio personale. Praticare quindi uno o più stadi aiuterà ad avere una vita più completa, equilibrata e a essere dei piccoli yogi, poiché ognuno di questi stadi influenzerà la nostra vita. La cosa più bella dello yoga è che non ha limiti di età o di stili di vita; può essere praticato da chiunque, ovunque e in ogni momento del giorno (o della notte).

2. Le origini dello yoga

Dall’Oriente…

I primi scritti, o veda, sullo yoga risalgono all’India di 4000 anni fa. Il termine veda (o vedico) in sanscrito significa “conoscenza”, “sapere”, “saggezza”. Questi testi erano divisi in quattro volumi (rig-veda, atharvavega, yajurveda e samaveda). Nelle vallate indiane sono stati ritrovati anche dei sigilli in terracotta, sempre dello stesso periodo storico, in cui sono raffigurate persone, o divinità, in una posizione che oggi chiameremmo di meditazione. I testi più importanti sono le Upanishad, opere di approfondimento dello yoga composte tra l’800 a. C. e il 500 a. C. e il Mahabharata (poema epico indiano datato 500 a. C.); quest’ultimo contiene la Bahagavad Gita, testo sacro fondamentale per gli indù e per gli yogi.

Molto è stato scritto sullo yoga. Il teorico più importante è Patanjali, che scrisse gli Yoga Sutra circa 2000 anni fa. Patanjali condensò tutta la saggezza yogica in brevi aforismi sulla pratica spirituale ed etica dello yoga, che ancora oggi vengono studiati.

Lo yoga fisico (in sanscrito, Hatha Yoga) nacque nel 100 d. C. con il testo Hatha Yoga Pradipika. Esso descrive tecniche di pulizia interiore ed esteriore (kriya), tecniche di respirazione (pranayama), posizioni delle mani (mudra) e le posizioni fisiche (asana).

…all’Occidente

Lo yoga arrivò in Occidente intorno agli anni ’50 con Swami Sivananda, che decise di divulgarlo nel mondo. Le idee mistiche e spirituali iniziavano a interessare, insieme alla crescita personale interiore, alla salute e al benessere generale. Lo yoga era una risposta perfetta a quanto si stava cercando, così negli anni ’60 e ’70 si creò l’industria. Gli altri insegnanti di quel periodo furono B. K. S. Iyengar (diventato anche un importante stile di yoga) e Pramahansa Yogananda (conosciuto per il suo libro Autobiografia di uno yogi).

Lo yoga oggi

Sono passati i giorni in cui essere uno yogi voleva dire trovare un maestro, abbandonare la vita quotidiana e dedicarsi completamente a questa disciplina. Oggi, nella maggior parte dei casi, significa dedicarsi per qualche ora a settimana a una pratica fisica.
Lo yoga è diventato un’industria multimilionaria. Questo ha portato a creare periodicamente nuovi stili, che spesso di yoga non hanno molto, corsi di formazione, linee di vestiti, vacanze a tema. Da una parte questo ha fatto sì che il vero yoga non sia quasi più tangibile nella disciplina praticata oggi, vittima del marketing dal guadagno facile, dall’altra lo Yoga si è adattato alle esigenze e ai ritmi del XXI secolo consentendo a molte più persone di avvicinarsi.

3. Per chi inizia. Come scegliere il tipo di yoga da praticare?

È molto difficile distinguere tra la varietà di stili, livelli ecc. che ci sono sul mercato e spesso la scelta ricade sulla scuola o la palestra più vicina a casa o al lavoro. Importante, se la prima classe non ci ha soddisfatto, è continuare a cercare ciò che ci fa stare bene. Ecco alcuni stili di yoga diffusi in Italia (per altre informazioni clicca sul nostro yogabolario):

Hatha yoga. È lo stile più praticato in occidente. “Hatha” rappresenta l’unione tra forze complementari. L’hatha yoga si pratica attraverso il rafforzamento e la purificazione del proprio corpo. Questo stile di yoga bilancia corpo, mente e spirito con esercizi di respirazione e pose fisiche prolungate che promuovono il benessere fisico. L’hatha yoga è la base di tutti gli altri tipi di yoga.

Iyengar yoga. Questo stile è focalizzato sul corpo e sul suo modo di funzionare. C’è molta attenzione al dettaglio e alla precisione nell’allineamento di una posa; si usano anche accessori e sostegni per praticare le pose.

Ashtanga yoga. Questo stile è fisicamente impegnativo, lavora sulla forza e la flessibilità. Spesso anche chiamato “power yoga”.

Vinyasa yoga. Forma di hatha yoga con sequenze dinamiche di pose che seguono il ritmo del respiro.

Cosa ti consiglia ByogaByou?

Scegliere un livello sbagliato potrebbe compromettere la nostra salute, meglio quindi seguire pochi e semplici consigli.

– In presenza di condizioni fisiche particolari, devi prima consultare il tuo medico, poi trovare un’insegnate qualificata/o che possa aiutarti nello specifico.

– Se sei incinta, consulta prima il medico, poi cerca una scuola che svolga lezioni di yoga prenatale.

– Durante il ciclo mestruale ascolta il tuo corpo più di ogni altro momento del mese. Alcune tradizioni di yoga addirittura preferiscono non praticare durante questo periodo.

– Non mangiare prima delle lezioni. Aspetta almeno due o tre ore.

– Usa un vestiario comodo che consenta di muoversi liberamente.

4. Yoga e meditazione

Come abbiamo imparato nel primo capitolo, la meditazione fa parte di uno degli otto stadi dello yoga. Per “meditazione” non si intende stare seduti e non pensare a niente (che nella nostra vita frenetica è impossibile), ma avere dei momenti di silenzio nella nostra giornata e nelle nostre lezioni di yoga.

Durante la giornata…

Ogni tanto, fermati a respirare consapevolmente. Basta qualche respiro in cui fai attenzione all’inalazione e all’esalazione, per calmare i nervi e la mente.

Per un video di una meditazione sul respiro clicca qui.

Durante una lezione di yoga…

Inizia sempre una lezione con qualche respiro profondo o con una tecnica di respirazione a tua scelta. Quando finisci la lezione usa il rilassamento finale, per mente e corpo.

5. Yoga e dieta

È ormai noto che mangiare cibi freschi, non confezionati, integrali, evitare carni rosse e preferire il biologico aiuta ad avere una buona salute e a eliminare le tossine dal nostro corpo.

Lo yogi tradizionale ha sempre evitato i cibi non freschi, gli zuccheri e ha sempre prediletto una dieta vegetariana: pulire il corpo aiuterà di conseguenza a pulire anche la nostra mente. Oggi mangiare “pulito” non è cosa semplice, per questo è consigliato mangiare “bene” almeno quando si è a casa e si ha la possibilità di cucinare per sé e la propria famiglia.

I principi della “dieta yoga” comprendono la non assunzione di cibi raffinati, prediligendo l’assunzione di cibi freschi come frutta, verdura, noci, grano integrale, legumi, semi oleosi e in alcuni casi formaggi freschi.

6. Come ti può aiutare lo yoga?

Lo yoga può essere praticato da chiunque senza limiti di età, sesso, razza, esigenze di tempo. Anche se abbiamo dei problemi specifici che possono andare dal mal di schiena, a malattie come il cancro, l’obesità, la depressione, lo yoga può aiutare. Ogni persona è influenzata positivamente da una pratica regolare di yoga.

In piu…

  • Allunga i muscoli.
  • Aiuta a decelerare il processo di invecchiamento, grazie al costante movimento del corpo, dei muscoli, dei legamenti.
  • Ossigena il sangue e migliora la circolazione sanguigna.
  • Rende flessibile la spina dorsale e aiuta ad avere una postura eretta (invecchiando tenderemmo a incurvarci in avanti).
  • Aiuta la digestione.
  • Calma i nervi.
  • Equilibra gli ormoni e, di conseguenza, le emozioni.

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